AROF Agenzie Riunite Onoranze Funebri si occupa del rito funebre secondo diverse credenze religiose, aiutando e seguendo con discrezione e professionalità i parenti che richiedono i rituali Ortodosso, Islamico, Ebraico e dei Testimoni di Geova, nel rispetto di tutti i culti e delle diversità e peculiarità religiose, compresa la cerimonia laica.

Il Rito Ortodosso è carico di un’antica solennità ed tra i più articolati a livello internazionale. Il rito funebre si compone di tre parti: la veglia, detta Trisagio, con la presenza costante di familiari ed amici che si alternano nella lettura del Salterio o del Vangelo; la cerimonia in chiesa, con la celebrazione della Divina Liturgia; l’addio al defunto con la sepoltura, in cui viene ripetuto il Trisagio. Durante il rito la salma, col capo verso est, viene riposta su di un catafalco, un’impalcatura di sostegno alla bara, orientata verso ovest. Le decorazioni si compongono di immagini sacre in stile bizantino e drappi funebri di colore bianco durante la Pasqua e rosso nel resto dell’anno, con un’illuminazione prettamente naturale e a fuoco vivo. Vige l’obbligo di interramento.

Il Rito Islamico inizia prima del decesso, quando parenti ed amici intimi si riuniscono attorno al caro per confortarlo nell’estremo pentimento e nel passaggio alla vita vera che consente allo spirito di progredire. Non essendo una cerimonia strettamente legata al Corano, non vige l’obbligo della presenza dell’Imam e non c’è un rituale fisso, variando in base alle culture in cui si è radicata la religione islamica.

Dopo la morte la salma, con la testa rivolta verso la Mecca, viene lavata dai familiari del suo stesso sesso per poi essere profumata d’incenso ed avvolta in drappi bianchi dal numero dispari. Dopo la preghiera Salatul Janazah i familiari portano la salma in braccio al cimitero dove la sepoltura deve avvenire il prima possibile, per rispetto verso il defunto e per evitare l’imbalsamazione. Il corpo viene sepolto, anche senza bara, col volto rivolto verso la Mecca. Dopo la sepoltura, il cordoglio dura tre giorni e il lutto quattro mesi e undici giorni.

Il rito dei Testimoni di Geova è semplice e breve, della durata di 15-30 minuti. Parenti ed amici si riuniscono presso la Sala del Regno, l’abituale luogo di preghiera, dove vengono elogiate le qualità del defunto tramite un discorso commemorativo pronunciato da un anziano. Vengono lette le Sacre Scritture e si confortano i presenti incoraggiandoli ad avere fende nella resurrezione dei morti, perché “Dio riporterà in vita i morti mediante resurrezione”.

Nella parte finale del rito i Testimoni presenti cantano un cantico insieme e si abbracciano i parenti in segno di condoglianza. Non viene posta attenzione alla decorazione della bara o alla cerimonia, poiché ci sarà la resurrezione.

Dopo la celebrazione presso la Sala del Regno, il feretro viene trasportato al cimitero. Bisogna vestirsi con abiti scuri, preferibilmente neri, e portare fiori e regali alla famiglia, la quale non è tenuta a rispettare giorni di lutto.

Per l’ebraismo la morte è un dono di Dio. Prima, durante e dopo la sepoltura vengono seguiti i riti previsti dal Talmud, la cui applicazione varia tra le diverse comunità ebraiche.

Durante questo periodo i parenti devono occuparsi esclusivamente del rito funebre. Subito dopo il decesso viene contattato il rabbino, poi inizia la veglia. Il corpo è adagiato con i piedi verso la porta e un foglio sul volto, in una stanza con gli specchi coperti dove i familiari leggono i salmi.

Da questo momento alla sepoltura il defunto non viene lasciato mai solo, in segno di rispetto. Non è prevista la cremazione, solo la sepoltura che deve avvenire con abiti comuni a ricchi e poveri e in una bara dal legno semplice. Non vi è un passaggio in Sinagoga, il rabbino recita le preghiere direttamente al cimitero, dove vengono elogiate le qualità del defunto. Il lutto dura dodici mesi per i parenti più stretti.